Il vento

Il vento è originato da una massa d’aria che si muove alla ricerca di un equilibrio da una zona di alta pressione a una zona di bassa pressione.

La temperatura, la differenza di pressione tra due aree e la rotazione terrestre incidono sulla sua intensità e la sua direzione. Più alta è la differenza di pressione, più forte risulta il vento. L’aria in movimento non si muove in modo lineare, ma procede a spirale, subendo l’effetto della forza di Coriolis, che è generata dalla rotazione della terra; tale forza fa sì che le masse d’aria tendano a ruotare verso destra nell’emisfero settentrionale e verso sinistra in quello meridionale.

La direzione del vento è quasi parallela alle isobare, quindi, osservando una carta sinottica, si capisce facilmente la direzione del vento.

La legge di Buys-Ballot ci dice che, nel nostro emisfero, se ci mettiamo con le spalle al vento, abbiamo sulla nostra destra l’anticiclone e sulla nostra sinistra la zona di bassa pressione. Inoltre, attraverso il gradiente barico – che indica il rapporto tra la differenza di pressione tra due isobare e la loro distanza – le carte sinottiche ci forniscono utili indicazioni sulla velocità del vento. Più è alto il gradiente barico, più forte è il vento. Avremo quindi un gradiente barico alto nelle zone di bassa pressione e un valore basso negli anticicloni.

Nell’area mediterranea, una volta che conosciamo la previsione sulla direzione del vento, possiamo aspettarci aria fredda dai quadranti settentrionali, aria calda e umida da quelli meridionali, aria abbastanza mite atlantica da ponente e secca continentale da levante.

La superficie terrestre influenza l’intensità del vento. L’attrito che si viene a creare tra la terra e l’aria in movimento ne influenza la forza. Se, ad esempio, a livello del mare abbiamo un vento di 5 kn, a 2 metri di altezza la sua velocità sarà di 11 kn, a 15 metri sarà di 20 kn. Quando si parla di misurazione della velocità del vento al suolo, convenzionalmente si intende quella presa a 10 metri di altezza.