I problemi delle correnti in navigazione

Sebbene oggigiorno tutte le navi sono provviste di sofisticati strumenti di navigazione che suppliscono al calcolo manuale e considerando che ai fini pratici della manovra, dove spazi ristretti e velocità non ne permettono l’applicazione; è doveroso – oltreché utile alla comprensione delle dinamiche in gioco – lo studio dei quattro problemi delle correnti che ci permettono di trovare gli eventuali dati non noti, in diverse situazioni reali.

1° problema della corrente

Il primo problema può venire utile in caso di avaria agli organi di governo, in mare aperto. Poniamo il caso che a causa di un problema al timone non possiamo cambiare rotta e vogliamo stimare dove ci porterà la corrente se non variamo la velocità.

Partendo dal punto nave, disegniamo sulla carta nautica il vettore della Prua vera (Pv), lungo quanto la velocità nave propria (Vp) in un’ora.

Sulla cuspide del vettore così ottenuto riportiamo i valori della corrente con un vettore che ne indichi direzione (Dc) e intensità (Ic).

Unendo la cuspide del vettore corrente al punto iniziale, ricaviamo la nostra rotta vera (Rv) e la velocità effettiva (Ve) della nave.

2° problema della corrente

Il secondo problema ci permette di ricavare la rotta da seguire per arrivare da un punto A a un punto B a velocità e rotta obbligata.

Se ad esempio dobbiamo attraversa uno stretto con una certa rotta e abbiamo il vincolo della velocità imposto, possiamo calcolarci la rotta da seguire per contrastare l’effetto della corrente presente.

Dal punto nave, disegniamo sulla carta nautica la Rotta vera (Rv) da seguire e, sempre sul punto nave, riportiamo i valori della corrente con un vettore che ne indichi direzione (Dc) e intensità (Ic).

Utilizzando il compasso con ampiezza uguale alla Velocità propria (Vp) puntando sulla cuspide del vettore corrente, tracciamo un arco di circonferenza intersecando la Rotta vera (Rv).

Il punto trovato si troverà a un’ora di distanza dal punto nave iniziale e ci fornirà la Velocità effettiva (Ve) e la Prora vera (Pv) da dare al timoniere.

3° problema della corrente

Il terzo problema è simile al secondo, cambiano le incognite.

Serve a ricavare la Prora vera (Pv) e la Velocità propria (Vp) da tenere per arrivare in un certo punto a una certa ora in presenza di corrente nota.

Se ad esempio abbiamo necessità di arrivare in un punto noto all’orario preciso per l’appuntamento col pilota:

Dal punto nave, disegniamo sulla carta nautica la Rotta vera (Rv) da seguire. Sulla stessa rotta riportiamo i punti stimati con il tempo che ci è di interesse, nel nostro caso per semplicità segniamo 1 ora esatta (9 miglia).

Sul punto nave, riportiamo i valori della corrente con un vettore che ne indichi direzione (Dc) e intensità (Ic).

Unendo la cuspide del vettore corrente con i vari punti stimati possiamo ricavarci le varie Prore vere (Pv) e Velocità proprie (Vp).

4° problema della corrente

L’ultimo problema delle correnti serve a ricavare il vettore corrente direzione (Dc) e intensità (Ic).

E’ il caso frequente in cui la nave si ritrova spostata sulla rotta sotto l’influenza di scarrocciò e deriva non conosciuti.

Dal punto nave disegniamo sulla carta nautica la Prova vera (Pv) e la Velocità propria (Vp), sempre dallo stesso punto la Rotta vera (Rv) e la Velocità effettiva (Ve).

Unendo i due tracciati agli orari voluti determiniamo i valori della corrente direzione (Dc) e intensità (Ic), che ci hanno deviato nella nuova posizione.

La distanza A-B è percorsa in 1h e 30m a una velocità effettiva di 7 nodi, risultano quindi 10,5 miglia nautiche.

La distanza B-C rappresenta l’influenza della corrente per 1h e 30m che ha spostato il punto nave di 3,9 miglia nautiche, risulta quindi una velocità corrente di 2,6 nodi.