Considerazioni

Alcune caratteristiche sono comuni a tutti i rimorchiatori:

• Una buona manovrabilità;

  • Una forma di carena e un mezzo di propulsione progettati per ottenere un’alta potenza di rimorchio;
  • Una progettazione del ponte di coperta tale da permettere l’affiancamento a navi che che presentano eventuali sporgenze;
  • Stabilità durante le operazioni e, in particolare, quando il cavo lavora al traverso dello scafo;

I rimorchiatori portuali, inoltre, presentano forme più tondeggianti, che agevolano il loro specifico lavoro, non dovendo affrontare, se non in rare occasioni, le onde del mare aperto.

Un problema dei nostri tempi, comune nei porti storici, riguarda l’inadeguatezza delle infrastrutture che, rispetto alla crescita esponenziale delle dimensioni delle navi, offrono spazi ridotti tra le banchine. 

Qual’è stata la risposta tecnologica dei rimorchiatori portuali? 

Se partiamo dal prendere in considerazione i vecchi rimorchiatori monoelica – a cui in seguito è stato aggiunto il “mantello” (Kort nozzle) e il Bow Thruster – per poi passare ai bielica, agli azimutali ASD, ai Voith Schneider e agli azimutali tractor ATD, e se osserviamo le scelte progettuali portate avanti in termini di dimensioni e forme degli scafi, possiamo notare come siano state privilegiate le doti di manovrabilità, a parità di potenza installata – tipiche degli azimutali e dei tractors – rispetto alle pure prestazioni di tiro a punto fisso offerte dai tradizionali.