Le riparazioni navali del porto di Genova – Fausto Mazza.

Le riparazioni navali del porto di Genova – Fausto Mazza.

Negli spazi esigui delimitati fra punta molo vecchio a ponente e la marina della fiera a levante, esiste la Zona Industriale delle Riparazioni Navali, una realtà del nostro porto dove ogni giorno si attua la convivenza, spesso forzata, di importanti realtà dell’industria navale con attività storiche di aggregazione sociale e del diporto nautico.

L’ attività delle Riparazioni Navali del Porto di Genova ha il suo baricentro nei bacini di carenaggio, gestiti dall’ Ente Bacini che vengono messi a disposizione delle Officine di Riparazione, dei Cantieri Navali e delle Società Armatrici per tutti quei lavori che necessitano della messa a secco della nave per la loro esecuzione.

L’ ingresso di una nave in bacino è una manovra che non ammette errori, la sua esecuzione è fortemente condizionata da vari fattori fisici quali le dimensioni della nave, l’estensione della sua opera morta con il relativo effetto vela, le caratteristiche del suo apparato propulsivo e di manovra, l’ingresso della nave in vasca con la prua o con la poppa, la necessità di mantenere in vasca una posizione obbligata in relazione all’ esecuzione dei lavori o meno, l’intensità e la direzione del vento.

A seconda delle caratteristiche di manovra della nave, delle condizioni meteorologiche, e/o di particolari esigenze tecniche legate al posizionamento della nave nella vasca, il coinvolgimento dei servizi portuali potrà essere limitato al solo Pilota o esteso anche a rimorchiatori e ormeggiatori.

Esaurita la fase piu’ dinamica dell’ingresso in vasca e stabilizzata la nave sugli ormeggi, inizia quella meno spettacolare, ma altrettanto importante, del centraggio della nave e successivo prosciugamento della vasca.

Durante questa fase, il Dock Master affina la posizione della nave in vasca facendo tonneggiare la nave sugli ormeggi, con l’ausilio dei sommozzatori verifica il corretto posizionamento della carena rispetto allo scalo e, coordinandosi con il personale di bordo, progressivamente svuota la vasca portando la nave ad appoggiarsi sullo scalo.

Ai fini della buona riuscita di queste manovre, la sinergia fra l’equipaggio della nave, i servizi portuali e il Dock Master, è fondamentale.

Esauriti gli aspetti tecnico nautici delle manovre di ingresso in vasca e incaglio, le attività in bacino diventano attività di natura industriale. Le lavorazioni che vengono effettuate in bacino sono quelle caratteristiche della riparazione navale:

  • Carenaggio vero e proprio con lavorazioni di lavaggio ad alta o altissima pressione, sabbiatura, pitturazione a spruzzo di tipo airless;
  • Lavorazioni di carpenteria metallica pesante, quali la demolizione mediante ossitaglio, lo sbarco di parti dello scafo e la loro sostituzione con elementi nuovi  da montare sul posto e poi saldare;
  • Interventi di manutenzione meccanica a carico degli apparati di propulsione e governo che possono comportare lo smontaggio la movimentazione ed il rimontaggio di parti di dimensioni e peso notevolissimi, quali eliche e assi porta eliche, timoni, pinne stabilizzatrici.

I lavori piu’ spettacolari sono quelli che prevedono una componente di movimentazione dei carichi. Tipicamente queste lavorazioni si concretizzano negli sbarchi e/o imbarchi di grossi macchinari oppure negli smontaggi e/o montaggi di componenti meccaniche in carena quali timoni, stabilizzatori, bow thrusters, eliche e assi. In questi casi il personale addetto alle movimentazioni, i cosiddetti “marinai” di cantiere, lavorano fianco a fianco con i meccanici, fornendo loro l’assistenza necessaria a presentare e a montare pezzi di peso considerevole e grandi dimensioni con le tolleranze minime tipiche delle lavorazioni meccaniche.

Gli imbarchi di grandi macchinari più spettacolari sono caratteristici delle grandi avarie o dei lavori di trasformazione, operazione resa più complessa dalla presenza della struttura e degli impianti esistenti a bordo. 

Questi lavori prevedono: una fase di preparazione, che comporta lo smontaggio degli impianti e il taglio delle strutture che potrebbero ostacolare la manovra; la manovra di movimentazione vera e propria, che può richiedere l’intervento di mezzi di sollevamento esterni al Cantiere quali pontoni o gru semoventi di grande portata; il posizionamento con successivi montaggio e collegamenti; il ripristino delle strutture e degli impianti circostanti precedentemente demoliti. 

Le soste in bacino delle navi sono sempre caratterizzate dal poco tempo a disposizione. A prescindere dagli oneri derivanti dal fermo nave, il nolo della vasca comporta sempre un esborso consistente per gli Armatori, che vogliono ridurre al minimo la sosta sfruttandola al massimo. Il personale della ditta assuntrice dei lavori si trova a operare in una situazione caratterizzata da una grande pressione commerciale.  Qui entra in ballo la professionalità delle figure che intervengono a bordo, che dovranno gestire lavorazioni talvolta pericolose e spesso incompatibili fra loro, garantendo, oltre all’esecuzione delle lavorazioni nei tempi previsti e a soddisfazione del cliente e della Società di Classificazione, anche il rispetto delle normative vigenti in materia di igiene e sicurezza. Non è un compito facile.

Le professionalità che intervengono a bordo delle navi e in bacino sono varie. Carpentieri in ferro e saldatori, tubisti, meccanici, elettricisti ed elettronici, falegnami, moquettisti, piastrellisti, coibentatori, picchettini e applicatori, marinai di cantiere e ponteggiatori lavorano fianco a fianco, sotto il coordinamento del Cantiere, con in mente la data di fine lavori convenuta col cliente. Durante l’esecuzione delle lavorazioni, la teoria, spesso, deve lasciare il campo a favore della pratica. Il contributo apportato da tecnici e maestranze esperti è sempre determinante ai fini del successo, sia tecnico che commerciale, delle operazioni.

Le Riparazioni Navali sono un mondo relativamente piccolo dove tutti si conoscono.  Trovandosi spesso assieme per effettuare lavorazioni particolari in condizioni a volte al limite mette le persone alla prova e fa sì che fra di esse si sviluppi un particolare senso di appartenenza e di cameratismo. In questo ambiente particolare e, se vogliamo, un po’ antiquato, il concetto di “politicamente corretto” non ha attecchito. Per chi non è dell’ambiente, il primo impatto con questo modo di essere tipicamente portuale fatto di mugugni, sfottò, conversazioni urlate con le mani davanti alla bocca a mo’ di altoparlante, puo’ essere duro. Tuttavia, professionalità, serietà e rispetto reciproco sono in questo ambito, più che altrove, valori fondamentali per la convivenza sul posto di lavoro e per la buona riuscita dei lavori.

Il Comandante dell’Ente Bacini Antonio Lo Curzio.

Fausto Mazza, autore del presente articolo, è Comandante di Cantiere e RSPP presso il cantiere navale T. Mariotti S.p.A.

Di | 2018-07-20T12:28:16+00:00 18 giugno 2018|Attualità, iSBE, News, Porti|2 Commenti

2 Commenti

  1. Marinella Gagliardi 24 giugno 2018 al 22:00 - Rispondi

    E chi non si è mai fermato col naso all’insù per guardare lavori di ripristino sulle navi?
    Ma chi passa sulle banchine può vedere al massimo gli uomini appesi sulle grandi navi che ne pitturano le fiancate o che picchiano creando rumori metallici… Intanto ci si chiede chissà cosa avviene all’interno! CI vorrebbero delle visite guidate ai lavori di ripristino!

    • John Gatti 24 giugno 2018 al 22:06 - Rispondi

      Assolutamente vero! Sarebbero utilissime. Nel frattempo aspettiamo il prossimo articolo del Com.te Fausto Mazza che ci porterà virtualmente ancora più dentro a questo mondo.

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